Cinemazero
(Visita sito)
Fonte: http://www.agendavenezia.org/it/evento-29054.htm
Archivi del vedutismo 1 - Pietro Bellotti. Un altro Canaletto
A Ca’ Rezzonico, luogo simbolo
del Settecento veneziano, si prende il via l’iniziativa “Archivi del
vedutismo”, dedicata ai protagonisti meno noti e ad alcuni aspetti
complessi di uno dei generi più amati della pittura del XVIII secolo.
Il primo appuntamento, dal 7 dicembre 2013 al 28 aprile 2014, ha come
protagonista Pietro Bellotti, fratello di Bernardo Bellotto e nipote di
Canaletto, attivo soprattutto in Francia nel corso della seconda metà
del Settecento, cui per la prima volta viene dedicata un’esposizione
monografica.
Per lungo tempo ritenuto un
vedutista marginale, studi più recenti hanno invece conferito a questo
artista un ruolo rilevante e inaspettato all’interno dell’arte veneziana
del ‘700. Del resto basterebbero i legami di parentela
proprio con Bellotto e Canaletto, a giustificare l’interesse nei suoi
confronti.
La mostra, curata da Charles Beddington, Alberto Craievich e Domenico
Crivellari riunisce per la prima volta quarantatre dipinti provenienti
da collezioni private europee e statunitensi, che ricostruiscono il
percorso artistico
di Bellotti, documentando con la maggior ampiezza oggi possibile il suo
vasto repertorio figurativo.
Faranno inoltre parte dell’esposizione, allestita nelle scenografiche
sale al primo piano di Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano, i
pochi dipinti firmati dal pittore e l’eccezionale nucleo di diciassette
tele con vedute delle principali città europee, alcune delle quali
firmate sul retro, il cui percorso collezionistico è documentato dal
XVIII secolo: si tratta dei ‘dipinti pilota’ da cui è iniziata, a
partire dal 1952, la riscoperta dell’artista.
Il pittore, attraverso uno stile autonomo e personale, elabora le
invenzioni di Canaletto ampliando il tradizionale repertorio veneziano
con numerose vedute delle più importanti città d’Europa - oltre ad
alcuni capricci
architettonici - e rivelando, attraverso le opere oggi a lui attribuite,
una personalità più complessa di quanto si potesse sospettare in
passato.
Una più completa e articolata messa a fuoco della sua produzione – che
emerge attraverso questa mostra - consente oggi di valutarne le
individualità e l’originale vena artistica, conferendogli un ruolo di
petit maître accanto a figure già note come Antonio Joli, Michele
Marieschi o Francesco Tironi.
Alla mostra è abbinato un catalogo edito da Scripta (Verona, 2013), con
interventi di Charles Beddington, Alberto Craievich, Domenico Crivellari
e Carlo Montanaro.
Pietro Bellotti è l’ultimo
nome di una dinastia famigliare già di per sé affascinante e
‘complicata’ dove tutti sono pittori, per di più specializzati in
vedute.
Negli anni della giovinezza di Pietro lavorano a Venezia, oltre al
fratello, anche lo zio e il decano Bernardo Canal, attivo in città fino
alla morte, avvenuta nel 1744. Considerato questo contesto è inevitabile
che egli si dedichi da subito alla pittura.
Sono poche, sebbene di grande interesse, le notizie della sua biografia.
Attraverso la Memoria
Il Museo Ebraico di Venezia in
occasione delle attività commemorative per il Giorno della Memoria 2014
presenta al pubblico l’esposizione artistica “Attraverso la memoria” di
Angelo Zennaro.
Arte e Shoah: un binomio già in altre occasioni proposto che offre ai
visitatori un approccio al tema ricco di stimoli e una chiave di lettura
storica e critica volta a riflessioni alternative.
La
mostra intende valorizzare tutti gli aspetti che contribuiscono a
varcare la soglia della speranza trovando nella luce, colore, forme, la
sintesi di valori condivisi. Sicuri che l’artista, nella nostra società,
riveste un rinnovato ruolo civile e critico, perché, sebbene i cancelli
di Auschwitz siano stati abbattuti, troppe ancora sono le
discriminazioni, le guerre e i soprusi ai quali non dobbiamo e non
vogliamo abituarci.
Fornendo nuove visioni, lasciando tracce, memorie, colori, gesti,
emozioni, pensieri, e la speranza sull’uomo perchè tutto ciò non debba
mai più ripetersi.
I DONI DI SHAH ABBAS IL GRANDE ALLA SERENISSIMA

Una Mostra a Palazzo Ducale approfondisce il rapporto tra Venezia e la Persia di Shah Abbas il Grande
E’ aperta fino al 12 gennaio 2014 a
Palazzo Ducale, la mostra
I DONI DI SHAH ABBAS IL GRANDE ALLA SERENISSIMA
che illustra le relazioni diplomatiche con l’invio di delegazioni e
doni reciproci hanno rappresentato una prassi strategica molto diffusa
nei rapporti tra
Venezia e le grandi potenze, soprattutto quelle dell’
Oriente.
La giustificazione del
rapporto diplomatico, il più
delle volte, celava a tutti gli effetti una vera e propria finalità
commerciale, attraverso la quale si riusciva spesso ad evitare eventi
bellici assai più dannosi.
La mostra, inedita ed evocativa, approfondisce in particolare gli
scambi intercorsi in età moderna tra la Repubblica e una delle più
importanti potenze dell’epoca, la
Persia Safavide, al tempo di
Shah Abbas il Grande.
l percorso espositivo si apre con alcune incisioni, provenienti dal
Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
e dalla Biblioteca del Museo Correr, in cui sono illustrati i volti dei
protagonisti dell’epoca,dettagliatamente ritratti da artisti europei.
Un sezione dedicata alla rappresentazione cartografica della
Persia presenta invece mappe e portolani utilizzati dai viaggiatori per orientarsi nel Mediterraneo orientale e in
Medio Oriente,
la cui qualità rivela la straordinaria capacità tecnico-scientifica
deicartografi di tracciare, tra la fine del XVI e l’inizio del XVII
secolo, i profili di territori della cui esistenza ben pochi all’epoca
erano a conoscenza.
A testimonianza delle buone relazioni intercorse tra
Venezia e la
Persia Safavide
vengono poi presentati i documenti del XVII secolo, tra i quali
spiccano i firmani originali col sigillo dello Shah conservati presso l’
Archivio di Stato di Venezia,
nei quali viene costantemente rinnovata la promessa di collaborazione
ed amicizia, suggellata dall’invio di doni diplomatici e dalla richiesta
dettagliata da parte persiana della fornitura di alcuni manufatti
veneziani, sia di grande pregio, sia destinati all’uso quotidiano.
Importante esempio della sontuosità e preziosità di queste regali
sono il tappeto in seta, broccato in oro con motivi floreali a nastro,
conservato al
Museo di San Marco, ed il velluto,
anch’esso di seta broccato in oro con raffigurati La Vergine e il
Bambino, quasi sicuramente prodotto da maestranze specializzate armene
nei laboratori di Nuova Giulfa ad Isfahan, conservato a Palazzo
Mocenigo.
Orari e Biglietti: Ingresso con l’orario e il biglietto unico per i Musei di Piazza San Marco:
fino al 31 ottobre: 8.30 – 19.00(ingresso fino alle 18.00)
dall’1 novembre: 8.30 – 17.30(ingresso fino alle 16.30)
Fonte:
http://www.venezia.net/14/10/2013/palazzo-ducale-i-doni-di-shah-abbas-il-grande-alla-serenissima.html
PISTA DI PATTINAGGIO SU GHIACCIO
La moderna
pista di pattinaggio che tutti gli anni allieta l’inverno veneziano in
Campo San Polo,
nel cuore del centro storico, verrà inaugurata domani 7 dicembre 2013.
Rimarrà attiva tutti i giorni per tutto il periodo invernale fino al
termine del carnevale (21 febbraio 2012). Naturalmente è possibile
noleggiare l’attrezzatura (i pattini) in loco oppure portarsi la
propria.
Il pomeriggio è dedicato ai bambini, la sera tanta musica e spettacoli di
pattinaggio artistico.
Tutto attorno troverete un villaggio di stand nello stile dei mercatini
natalizi con prodotti dell’enogastronomia e all’artigianato tipico.
In occasione dell’apertura, il 7 dicembre 2013, dalle 11 alle 13 la pista sarà gratuita!
ORARI DI APERTURA
Per gli orari consultate il sito ufficiale
QUI
Prezzi:
RESIDENTI nel Comune di Venezia
Ingresso con propria attrezzatura
Fonte:http://www.venezia.net/06/12/2013/pista-di-pattinaggio-su-ghiaccio-san-polo.html
08 GENNAIO 2014
PALAZZO MASTELLI E LE STATUE IN CAMPO DEI MORI
La leggenda si nasconde dietro alle Statue del Campo dei Mori a Venezia
Palazzo Mastelli a Venezia, davanti alla Chiesa della Madonna dell’Orto,
è famoso per essere stato in un passato recente infestato da fantasmi
burloni e perchè una leggenda antichissima vuole che i proprietari del
palazzo siano stati pietrificati per la loro estrema disonestà nel campo
degli affari: le statue che li raffigurano, poste nel vicino Campo dei Mori e sulla facciata del palazzo, non sarebbero altro che loro stessi…pietrificati!
Palazzo Mastelli venne così chiamato dal soprannome
che i veneziani affibbiarono agli antichi proprietari, i tre fratelli
provenienti dalla Morea, Rioba, Afani e Sandi,
che costruirono l’edificio intorno ai primi del 1100 : avari e
disonesti commercianti possedevano ovviamente molti “mastelli” (catini)
pieni di soldi.
Il Palazzo è anche denominato del Cammello perchè un bassorilievo
sulla facciata rappresenta per l’appunto un uomo con un cammello.
Ma veniamo alla leggenda che riguarda il palazzo e le statue che potrete trovare nel vicino Campo dei Mori.
Si narra che un giorno una donna andò a trovarli per comprare delle
stoffe pregiate perchè rimasta vedova aveva appena ereditato un negozio
di sartoria. I tre fratelli, noti per essere senza scrupoli, le
proposero delle stoffe di scarsa qualità a un prezzo irragionevole
pensando di potersi approfittare dell’inesperienza della donna. Ma lei,
che invece di stoffe se ne intendeva stette al gioco e, nominando il
nome di Dio, maledì il denaro che offrì loro in cambio delle stoffe:
appena i commercianti presero in mano le monete che gli consegnò la
donna si trasformarono immediatamente in pietra. Le quattro statue,
tre raffiguranti i fratelli e una con un cammello vennero rinvenute dal
servitore il giorno dopo e finirono sulla facciata del palazzo e nel
vicino Campo dei Mori. La Statua del Sior Rioba è tra
l’altro tuttora molto toccata dagli abitanti: si dice che se si tocca il
naso della statua si avrà fortuna nel campo degli affari.
Palazzo Mastelli è anche legato a un’altra leggenda
più recente. Si racconta che nel 1757 fosse infestato da fantasmi
burloni che ogni giorno alla stessa ora facevano suonare
contemporaneamente tutti i campanelli della casa. Il fatto aveva così
spazientito e spaventato i proprietari che venne chiamato addirittura il
Cappellano di San Fantin per fare un
esorcismo. L’operazione ebbe successo, a quanto pare, visto che da quel
momento i fantasmi non si fecero più sentire!
Fonte: http://www.venezia.net/12/11/2013/palazzo-mastelli-campo-dei-mori-statue.html
8 ½ Il viaggio di Fellini. Fotografie di Gideon Bachmann

A vent'anni dalla morte di
Federico Fellini e a cinquanta dall'uscita del suo capolavoro 8½, il
Centro Culturale Candiani dedica al grande maestro una serie di
iniziative a partire dall'esposizione 8½. Il viaggio di Fellini.
Fotografie di Gideon Bachmann, a cura di Cinemazero e in collaborazione
con l'Archivio Fotografico Cinemazero Images di Pordenone.
La selezione - tra le circa 3.000 fotografie che Gideon Bachmann ha
scattato sul set - propone un percorso non convenzionale che
ricostruisce la genesi di un film divenuto subito un classico e invita a
percorrere un viaggio che apre a prospettive meravigliose e meno
conosciute, che completano la conoscenza di un capolavoro come 8 ½. Lo
sguardo esperto di Bachmann - oltre ai corpi e ai luoghi che sono giunti
a noi come 'felliniani' per antonomasia - ha saputo cogliere e
descrivere chiaramente l'atmosfera da caravanserraglio che ha animato il
set, l'andirivieni di visite, il super attivismo del regista demiurgo,
restituendoci un ritratto inusuale di uno dei più significativi maestri
del Cinema.
Sul set di 8 ½ c'erano tre fotografi, Paul Ronald (il fotografo di scena
ufficiale), Tazio Secchiarioli (amico e mascotte di Fellini) e Gideon
Bachmann (che raccoglieva materiale per un libro). Solo le foto di
quest'ultimo sono rimaste, praticamente, inedite fino a una decina di
anni fa, riscoperte e valorizzate dal prezioso archivio Cinemazero
Images.
Oltre alle immagini di Fellini, tra le 100 foto in mostra, numerosi
ritratti di Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Sandra Milo, Anouk
Aimée, alcuni scatti di Sophia Loren in visita sul set e naturalmente le
scene più famose del film.
All'interno della sala espositiva, uno spazio sarà dedicato a
Felliniana, un omaggio al grande maestro con la proiezione di film e
interviste, incontri di approfondimento e, il 13 dicembre alle ore
18.00, l'imperdibile esibizione di Emanuela Battigelli (arpa) e Claudio
Ferrarini (flauto) in Amarcord Rota.
organizzatori
Cinemazero
(Visita sito)
Fonte: http://www.agendavenezia.org/it/evento-29054.htm
Archivi del vedutismo 1 - Pietro Bellotti. Un altro Canaletto
A Ca’ Rezzonico, luogo simbolo
del Settecento veneziano, si prende il via l’iniziativa “Archivi del
vedutismo”, dedicata ai protagonisti meno noti e ad alcuni aspetti
complessi di uno dei generi più amati della pittura del XVIII secolo.
Il primo appuntamento, dal 7 dicembre 2013 al 28 aprile 2014, ha come
protagonista Pietro Bellotti, fratello di Bernardo Bellotto e nipote di
Canaletto, attivo soprattutto in Francia nel corso della seconda metà
del Settecento, cui per la prima volta viene dedicata un’esposizione
monografica.
Per lungo tempo ritenuto un
vedutista marginale, studi più recenti hanno invece conferito a questo
artista un ruolo rilevante e inaspettato all’interno dell’arte veneziana
del ‘700. Del resto basterebbero i legami di parentela
proprio con Bellotto e Canaletto, a giustificare l’interesse nei suoi
confronti.
La mostra, curata da Charles Beddington, Alberto Craievich e Domenico
Crivellari riunisce per la prima volta quarantatre dipinti provenienti
da collezioni private europee e statunitensi, che ricostruiscono il
percorso artistico
di Bellotti, documentando con la maggior ampiezza oggi possibile il suo
vasto repertorio figurativo.
Faranno inoltre parte dell’esposizione, allestita nelle scenografiche
sale al primo piano di Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano, i
pochi dipinti firmati dal pittore e l’eccezionale nucleo di diciassette
tele con vedute delle principali città europee, alcune delle quali
firmate sul retro, il cui percorso collezionistico è documentato dal
XVIII secolo: si tratta dei ‘dipinti pilota’ da cui è iniziata, a
partire dal 1952, la riscoperta dell’artista.
Il pittore, attraverso uno stile autonomo e personale, elabora le
invenzioni di Canaletto ampliando il tradizionale repertorio veneziano
con numerose vedute delle più importanti città d’Europa - oltre ad
alcuni capricci
architettonici - e rivelando, attraverso le opere oggi a lui attribuite,
una personalità più complessa di quanto si potesse sospettare in
passato.
Una più completa e articolata messa a fuoco della sua produzione – che
emerge attraverso questa mostra - consente oggi di valutarne le
individualità e l’originale vena artistica, conferendogli un ruolo di
petit maître accanto a figure già note come Antonio Joli, Michele
Marieschi o Francesco Tironi.
Alla mostra è abbinato un catalogo edito da Scripta (Verona, 2013), con
interventi di Charles Beddington, Alberto Craievich, Domenico Crivellari
e Carlo Montanaro.
Pietro Bellotti è l’ultimo
nome di una dinastia famigliare già di per sé affascinante e
‘complicata’ dove tutti sono pittori, per di più specializzati in
vedute.
Negli anni della giovinezza di Pietro lavorano a Venezia, oltre al
fratello, anche lo zio e il decano Bernardo Canal, attivo in città fino
alla morte, avvenuta nel 1744. Considerato questo contesto è inevitabile
che egli si dedichi da subito alla pittura.
Sono poche, sebbene di grande interesse, le notizie della sua biografia.
Attraverso la Memoria
Il Museo Ebraico di Venezia in
occasione delle attività commemorative per il Giorno della Memoria 2014
presenta al pubblico l’esposizione artistica “Attraverso la memoria” di
Angelo Zennaro.
Arte e Shoah: un binomio già in altre occasioni proposto che offre ai
visitatori un approccio al tema ricco di stimoli e una chiave di lettura
storica e critica volta a riflessioni alternative.
La
mostra intende valorizzare tutti gli aspetti che contribuiscono a
varcare la soglia della speranza trovando nella luce, colore, forme, la
sintesi di valori condivisi. Sicuri che l’artista, nella nostra società,
riveste un rinnovato ruolo civile e critico, perché, sebbene i cancelli
di Auschwitz siano stati abbattuti, troppe ancora sono le
discriminazioni, le guerre e i soprusi ai quali non dobbiamo e non
vogliamo abituarci.
Fornendo nuove visioni, lasciando tracce, memorie, colori, gesti,
emozioni, pensieri, e la speranza sull’uomo perchè tutto ciò non debba
mai più ripetersi.
I DONI DI SHAH ABBAS IL GRANDE ALLA SERENISSIMA

Una Mostra a Palazzo Ducale approfondisce il rapporto tra Venezia e la Persia di Shah Abbas il Grande
E’ aperta fino al 12 gennaio 2014 a
Palazzo Ducale, la mostra
I DONI DI SHAH ABBAS IL GRANDE ALLA SERENISSIMA
che illustra le relazioni diplomatiche con l’invio di delegazioni e
doni reciproci hanno rappresentato una prassi strategica molto diffusa
nei rapporti tra
Venezia e le grandi potenze, soprattutto quelle dell’
Oriente.
La giustificazione del
rapporto diplomatico, il più
delle volte, celava a tutti gli effetti una vera e propria finalità
commerciale, attraverso la quale si riusciva spesso ad evitare eventi
bellici assai più dannosi.
La mostra, inedita ed evocativa, approfondisce in particolare gli
scambi intercorsi in età moderna tra la Repubblica e una delle più
importanti potenze dell’epoca, la
Persia Safavide, al tempo di
Shah Abbas il Grande.
l percorso espositivo si apre con alcune incisioni, provenienti dal
Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
e dalla Biblioteca del Museo Correr, in cui sono illustrati i volti dei
protagonisti dell’epoca,dettagliatamente ritratti da artisti europei.
Un sezione dedicata alla rappresentazione cartografica della
Persia presenta invece mappe e portolani utilizzati dai viaggiatori per orientarsi nel Mediterraneo orientale e in
Medio Oriente,
la cui qualità rivela la straordinaria capacità tecnico-scientifica
deicartografi di tracciare, tra la fine del XVI e l’inizio del XVII
secolo, i profili di territori della cui esistenza ben pochi all’epoca
erano a conoscenza.
A testimonianza delle buone relazioni intercorse tra
Venezia e la
Persia Safavide
vengono poi presentati i documenti del XVII secolo, tra i quali
spiccano i firmani originali col sigillo dello Shah conservati presso l’
Archivio di Stato di Venezia,
nei quali viene costantemente rinnovata la promessa di collaborazione
ed amicizia, suggellata dall’invio di doni diplomatici e dalla richiesta
dettagliata da parte persiana della fornitura di alcuni manufatti
veneziani, sia di grande pregio, sia destinati all’uso quotidiano.
Importante esempio della sontuosità e preziosità di queste regali
sono il tappeto in seta, broccato in oro con motivi floreali a nastro,
conservato al
Museo di San Marco, ed il velluto,
anch’esso di seta broccato in oro con raffigurati La Vergine e il
Bambino, quasi sicuramente prodotto da maestranze specializzate armene
nei laboratori di Nuova Giulfa ad Isfahan, conservato a Palazzo
Mocenigo.
Orari e Biglietti: Ingresso con l’orario e il biglietto unico per i Musei di Piazza San Marco:
fino al 31 ottobre: 8.30 – 19.00(ingresso fino alle 18.00)
dall’1 novembre: 8.30 – 17.30(ingresso fino alle 16.30)
Fonte:
http://www.venezia.net/14/10/2013/palazzo-ducale-i-doni-di-shah-abbas-il-grande-alla-serenissima.html
PISTA DI PATTINAGGIO SU GHIACCIO
La moderna
pista di pattinaggio che tutti gli anni allieta l’inverno veneziano in
Campo San Polo,
nel cuore del centro storico, verrà inaugurata domani 7 dicembre 2013.
Rimarrà attiva tutti i giorni per tutto il periodo invernale fino al
termine del carnevale (21 febbraio 2012). Naturalmente è possibile
noleggiare l’attrezzatura (i pattini) in loco oppure portarsi la
propria.
Il pomeriggio è dedicato ai bambini, la sera tanta musica e spettacoli di
pattinaggio artistico.
Tutto attorno troverete un villaggio di stand nello stile dei mercatini
natalizi con prodotti dell’enogastronomia e all’artigianato tipico.
In occasione dell’apertura, il 7 dicembre 2013, dalle 11 alle 13 la pista sarà gratuita!
ORARI DI APERTURA
Per gli orari consultate il sito ufficiale
QUI
Prezzi:
RESIDENTI nel Comune di Venezia
Ingresso con propria attrezzatura
Fonte:http://www.venezia.net/06/12/2013/pista-di-pattinaggio-su-ghiaccio-san-polo.html
09 GENNAIO 2014
8 ½ Il viaggio di Fellini. Fotografie di Gideon Bachmann

A vent'anni dalla morte di
Federico Fellini e a cinquanta dall'uscita del suo capolavoro 8½, il
Centro Culturale Candiani dedica al grande maestro una serie di
iniziative a partire dall'esposizione 8½. Il viaggio di Fellini.
Fotografie di Gideon Bachmann, a cura di Cinemazero e in collaborazione
con l'Archivio Fotografico Cinemazero Images di Pordenone.
La selezione - tra le circa 3.000 fotografie che Gideon Bachmann ha
scattato sul set - propone un percorso non convenzionale che
ricostruisce la genesi di un film divenuto subito un classico e invita a
percorrere un viaggio che apre a prospettive meravigliose e meno
conosciute, che completano la conoscenza di un capolavoro come 8 ½. Lo
sguardo esperto di Bachmann - oltre ai corpi e ai luoghi che sono giunti
a noi come 'felliniani' per antonomasia - ha saputo cogliere e
descrivere chiaramente l'atmosfera da caravanserraglio che ha animato il
set, l'andirivieni di visite, il super attivismo del regista demiurgo,
restituendoci un ritratto inusuale di uno dei più significativi maestri
del Cinema.
Sul set di 8 ½ c'erano tre fotografi, Paul Ronald (il fotografo di scena
ufficiale), Tazio Secchiarioli (amico e mascotte di Fellini) e Gideon
Bachmann (che raccoglieva materiale per un libro). Solo le foto di
quest'ultimo sono rimaste, praticamente, inedite fino a una decina di
anni fa, riscoperte e valorizzate dal prezioso archivio Cinemazero
Images.
Oltre alle immagini di Fellini, tra le 100 foto in mostra, numerosi
ritratti di Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Sandra Milo, Anouk
Aimée, alcuni scatti di Sophia Loren in visita sul set e naturalmente le
scene più famose del film.
All'interno della sala espositiva, uno spazio sarà dedicato a
Felliniana, un omaggio al grande maestro con la proiezione di film e
interviste, incontri di approfondimento e, il 13 dicembre alle ore
18.00, l'imperdibile esibizione di Emanuela Battigelli (arpa) e Claudio
Ferrarini (flauto) in Amarcord Rota.
organizzatori
Cinemazero
(Visita sito)
Fonte: http://www.agendavenezia.org/it/evento-29054.htm
Archivi del vedutismo 1 - Pietro Bellotti. Un altro Canaletto
A Ca’ Rezzonico, luogo simbolo
del Settecento veneziano, si prende il via l’iniziativa “Archivi del
vedutismo”, dedicata ai protagonisti meno noti e ad alcuni aspetti
complessi di uno dei generi più amati della pittura del XVIII secolo.
Il primo appuntamento, dal 7 dicembre 2013 al 28 aprile 2014, ha come
protagonista Pietro Bellotti, fratello di Bernardo Bellotto e nipote di
Canaletto, attivo soprattutto in Francia nel corso della seconda metà
del Settecento, cui per la prima volta viene dedicata un’esposizione
monografica.
Per lungo tempo ritenuto un
vedutista marginale, studi più recenti hanno invece conferito a questo
artista un ruolo rilevante e inaspettato all’interno dell’arte veneziana
del ‘700. Del resto basterebbero i legami di parentela
proprio con Bellotto e Canaletto, a giustificare l’interesse nei suoi
confronti.
La mostra, curata da Charles Beddington, Alberto Craievich e Domenico
Crivellari riunisce per la prima volta quarantatre dipinti provenienti
da collezioni private europee e statunitensi, che ricostruiscono il
percorso artistico
di Bellotti, documentando con la maggior ampiezza oggi possibile il suo
vasto repertorio figurativo.
Faranno inoltre parte dell’esposizione, allestita nelle scenografiche
sale al primo piano di Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano, i
pochi dipinti firmati dal pittore e l’eccezionale nucleo di diciassette
tele con vedute delle principali città europee, alcune delle quali
firmate sul retro, il cui percorso collezionistico è documentato dal
XVIII secolo: si tratta dei ‘dipinti pilota’ da cui è iniziata, a
partire dal 1952, la riscoperta dell’artista.
Il pittore, attraverso uno stile autonomo e personale, elabora le
invenzioni di Canaletto ampliando il tradizionale repertorio veneziano
con numerose vedute delle più importanti città d’Europa - oltre ad
alcuni capricci
architettonici - e rivelando, attraverso le opere oggi a lui attribuite,
una personalità più complessa di quanto si potesse sospettare in
passato.
Una più completa e articolata messa a fuoco della sua produzione – che
emerge attraverso questa mostra - consente oggi di valutarne le
individualità e l’originale vena artistica, conferendogli un ruolo di
petit maître accanto a figure già note come Antonio Joli, Michele
Marieschi o Francesco Tironi.
Alla mostra è abbinato un catalogo edito da Scripta (Verona, 2013), con
interventi di Charles Beddington, Alberto Craievich, Domenico Crivellari
e Carlo Montanaro.
Pietro Bellotti è l’ultimo
nome di una dinastia famigliare già di per sé affascinante e
‘complicata’ dove tutti sono pittori, per di più specializzati in
vedute.
Negli anni della giovinezza di Pietro lavorano a Venezia, oltre al
fratello, anche lo zio e il decano Bernardo Canal, attivo in città fino
alla morte, avvenuta nel 1744. Considerato questo contesto è inevitabile
che egli si dedichi da subito alla pittura.
Sono poche, sebbene di grande interesse, le notizie della sua biografia.
Attraverso la Memoria
Il Museo Ebraico di Venezia in
occasione delle attività commemorative per il Giorno della Memoria 2014
presenta al pubblico l’esposizione artistica “Attraverso la memoria” di
Angelo Zennaro.
Arte e Shoah: un binomio già in altre occasioni proposto che offre ai
visitatori un approccio al tema ricco di stimoli e una chiave di lettura
storica e critica volta a riflessioni alternative.
La
mostra intende valorizzare tutti gli aspetti che contribuiscono a
varcare la soglia della speranza trovando nella luce, colore, forme, la
sintesi di valori condivisi. Sicuri che l’artista, nella nostra società,
riveste un rinnovato ruolo civile e critico, perché, sebbene i cancelli
di Auschwitz siano stati abbattuti, troppe ancora sono le
discriminazioni, le guerre e i soprusi ai quali non dobbiamo e non
vogliamo abituarci.
Fornendo nuove visioni, lasciando tracce, memorie, colori, gesti,
emozioni, pensieri, e la speranza sull’uomo perchè tutto ciò non debba
mai più ripetersi.
I DONI DI SHAH ABBAS IL GRANDE ALLA SERENISSIMA

Una Mostra a Palazzo Ducale approfondisce il rapporto tra Venezia e la Persia di Shah Abbas il Grande
E’ aperta fino al 12 gennaio 2014 a
Palazzo Ducale, la mostra
I DONI DI SHAH ABBAS IL GRANDE ALLA SERENISSIMA
che illustra le relazioni diplomatiche con l’invio di delegazioni e
doni reciproci hanno rappresentato una prassi strategica molto diffusa
nei rapporti tra
Venezia e le grandi potenze, soprattutto quelle dell’
Oriente.
La giustificazione del
rapporto diplomatico, il più
delle volte, celava a tutti gli effetti una vera e propria finalità
commerciale, attraverso la quale si riusciva spesso ad evitare eventi
bellici assai più dannosi.
La mostra, inedita ed evocativa, approfondisce in particolare gli
scambi intercorsi in età moderna tra la Repubblica e una delle più
importanti potenze dell’epoca, la
Persia Safavide, al tempo di
Shah Abbas il Grande.
l percorso espositivo si apre con alcune incisioni, provenienti dal
Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
e dalla Biblioteca del Museo Correr, in cui sono illustrati i volti dei
protagonisti dell’epoca,dettagliatamente ritratti da artisti europei.
Un sezione dedicata alla rappresentazione cartografica della
Persia presenta invece mappe e portolani utilizzati dai viaggiatori per orientarsi nel Mediterraneo orientale e in
Medio Oriente,
la cui qualità rivela la straordinaria capacità tecnico-scientifica
deicartografi di tracciare, tra la fine del XVI e l’inizio del XVII
secolo, i profili di territori della cui esistenza ben pochi all’epoca
erano a conoscenza.
A testimonianza delle buone relazioni intercorse tra
Venezia e la
Persia Safavide
vengono poi presentati i documenti del XVII secolo, tra i quali
spiccano i firmani originali col sigillo dello Shah conservati presso l’
Archivio di Stato di Venezia,
nei quali viene costantemente rinnovata la promessa di collaborazione
ed amicizia, suggellata dall’invio di doni diplomatici e dalla richiesta
dettagliata da parte persiana della fornitura di alcuni manufatti
veneziani, sia di grande pregio, sia destinati all’uso quotidiano.
Importante esempio della sontuosità e preziosità di queste regali
sono il tappeto in seta, broccato in oro con motivi floreali a nastro,
conservato al
Museo di San Marco, ed il velluto,
anch’esso di seta broccato in oro con raffigurati La Vergine e il
Bambino, quasi sicuramente prodotto da maestranze specializzate armene
nei laboratori di Nuova Giulfa ad Isfahan, conservato a Palazzo
Mocenigo.
Orari e Biglietti: Ingresso con l’orario e il biglietto unico per i Musei di Piazza San Marco:
fino al 31 ottobre: 8.30 – 19.00(ingresso fino alle 18.00)
dall’1 novembre: 8.30 – 17.30(ingresso fino alle 16.30)
Fonte:
http://www.venezia.net/14/10/2013/palazzo-ducale-i-doni-di-shah-abbas-il-grande-alla-serenissima.html
PISTA DI PATTINAGGIO SU GHIACCIO
La moderna
pista di pattinaggio che tutti gli anni allieta l’inverno veneziano in
Campo San Polo,
nel cuore del centro storico, verrà inaugurata domani 7 dicembre 2013.
Rimarrà attiva tutti i giorni per tutto il periodo invernale fino al
termine del carnevale (21 febbraio 2012). Naturalmente è possibile
noleggiare l’attrezzatura (i pattini) in loco oppure portarsi la
propria.
Il pomeriggio è dedicato ai bambini, la sera tanta musica e spettacoli di
pattinaggio artistico.
Tutto attorno troverete un villaggio di stand nello stile dei mercatini
natalizi con prodotti dell’enogastronomia e all’artigianato tipico.
In occasione dell’apertura, il 7 dicembre 2013, dalle 11 alle 13 la pista sarà gratuita!
ORARI DI APERTURA
Per gli orari consultate il sito ufficiale
QUI
Prezzi:
RESIDENTI nel Comune di Venezia
Ingresso con propria attrezzatura
Fonte:http://www.venezia.net/06/12/2013/pista-di-pattinaggio-su-ghiaccio-san-polo.html
10 GENNAIO 2014
Visite guidate gratuite a Palazzo Grimani

Il
Museo di Palazzo Grimani inaugura il 2014 proponendo un nuovo ciclo di
visite guidate gratuite, a cura del personale del Museo.
A partire dal 3 gennaio 2014 e fino alla fine di marzo, il venerdì alle ore 15.00 e il sabato alle ore 11.00, i visitatori potranno seguire un itinerario guidato a Palazzo Grimani, dimora patrizia del Cinquecento.
Per informazioni ed eventuali prenotazioni: tel. +39 041 2411507).
8 ½ Il viaggio di Fellini. Fotografie di Gideon Bachmann

A vent'anni dalla morte di
Federico Fellini e a cinquanta dall'uscita del suo capolavoro 8½, il
Centro Culturale Candiani dedica al grande maestro una serie di
iniziative a partire dall'esposizione 8½. Il viaggio di Fellini.
Fotografie di Gideon Bachmann, a cura di Cinemazero e in collaborazione
con l'Archivio Fotografico Cinemazero Images di Pordenone.
La selezione - tra le circa 3.000 fotografie che Gideon Bachmann ha
scattato sul set - propone un percorso non convenzionale che
ricostruisce la genesi di un film divenuto subito un classico e invita a
percorrere un viaggio che apre a prospettive meravigliose e meno
conosciute, che completano la conoscenza di un capolavoro come 8 ½. Lo
sguardo esperto di Bachmann - oltre ai corpi e ai luoghi che sono giunti
a noi come 'felliniani' per antonomasia - ha saputo cogliere e
descrivere chiaramente l'atmosfera da caravanserraglio che ha animato il
set, l'andirivieni di visite, il super attivismo del regista demiurgo,
restituendoci un ritratto inusuale di uno dei più significativi maestri
del Cinema.
Sul set di 8 ½ c'erano tre fotografi, Paul Ronald (il fotografo di scena
ufficiale), Tazio Secchiarioli (amico e mascotte di Fellini) e Gideon
Bachmann (che raccoglieva materiale per un libro). Solo le foto di
quest'ultimo sono rimaste, praticamente, inedite fino a una decina di
anni fa, riscoperte e valorizzate dal prezioso archivio Cinemazero
Images.
Oltre alle immagini di Fellini, tra le 100 foto in mostra, numerosi
ritratti di Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Sandra Milo, Anouk
Aimée, alcuni scatti di Sophia Loren in visita sul set e naturalmente le
scene più famose del film.
All'interno della sala espositiva, uno spazio sarà dedicato a
Felliniana, un omaggio al grande maestro con la proiezione di film e
interviste, incontri di approfondimento e, il 13 dicembre alle ore
18.00, l'imperdibile esibizione di Emanuela Battigelli (arpa) e Claudio
Ferrarini (flauto) in Amarcord Rota.
organizzatori
Cinemazero
(Visita sito)
Fonte: http://www.agendavenezia.org/it/evento-29054.htm
Archivi del vedutismo 1 - Pietro Bellotti. Un altro Canaletto
A Ca’ Rezzonico, luogo simbolo
del Settecento veneziano, si prende il via l’iniziativa “Archivi del
vedutismo”, dedicata ai protagonisti meno noti e ad alcuni aspetti
complessi di uno dei generi più amati della pittura del XVIII secolo.
Il primo appuntamento, dal 7 dicembre 2013 al 28 aprile 2014, ha come
protagonista Pietro Bellotti, fratello di Bernardo Bellotto e nipote di
Canaletto, attivo soprattutto in Francia nel corso della seconda metà
del Settecento, cui per la prima volta viene dedicata un’esposizione
monografica.
Per lungo tempo ritenuto un
vedutista marginale, studi più recenti hanno invece conferito a questo
artista un ruolo rilevante e inaspettato all’interno dell’arte veneziana
del ‘700. Del resto basterebbero i legami di parentela
proprio con Bellotto e Canaletto, a giustificare l’interesse nei suoi
confronti.
La mostra, curata da Charles Beddington, Alberto Craievich e Domenico
Crivellari riunisce per la prima volta quarantatre dipinti provenienti
da collezioni private europee e statunitensi, che ricostruiscono il
percorso artistico
di Bellotti, documentando con la maggior ampiezza oggi possibile il suo
vasto repertorio figurativo.
Faranno inoltre parte dell’esposizione, allestita nelle scenografiche
sale al primo piano di Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano, i
pochi dipinti firmati dal pittore e l’eccezionale nucleo di diciassette
tele con vedute delle principali città europee, alcune delle quali
firmate sul retro, il cui percorso collezionistico è documentato dal
XVIII secolo: si tratta dei ‘dipinti pilota’ da cui è iniziata, a
partire dal 1952, la riscoperta dell’artista.
Il pittore, attraverso uno stile autonomo e personale, elabora le
invenzioni di Canaletto ampliando il tradizionale repertorio veneziano
con numerose vedute delle più importanti città d’Europa - oltre ad
alcuni capricci
architettonici - e rivelando, attraverso le opere oggi a lui attribuite,
una personalità più complessa di quanto si potesse sospettare in
passato.
Una più completa e articolata messa a fuoco della sua produzione – che
emerge attraverso questa mostra - consente oggi di valutarne le
individualità e l’originale vena artistica, conferendogli un ruolo di
petit maître accanto a figure già note come Antonio Joli, Michele
Marieschi o Francesco Tironi.
Alla mostra è abbinato un catalogo edito da Scripta (Verona, 2013), con
interventi di Charles Beddington, Alberto Craievich, Domenico Crivellari
e Carlo Montanaro.
Pietro Bellotti è l’ultimo
nome di una dinastia famigliare già di per sé affascinante e
‘complicata’ dove tutti sono pittori, per di più specializzati in
vedute.
Negli anni della giovinezza di Pietro lavorano a Venezia, oltre al
fratello, anche lo zio e il decano Bernardo Canal, attivo in città fino
alla morte, avvenuta nel 1744. Considerato questo contesto è inevitabile
che egli si dedichi da subito alla pittura.
Sono poche, sebbene di grande interesse, le notizie della sua biografia.
Attraverso la Memoria
Il Museo Ebraico di Venezia in
occasione delle attività commemorative per il Giorno della Memoria 2014
presenta al pubblico l’esposizione artistica “Attraverso la memoria” di
Angelo Zennaro.
Arte e Shoah: un binomio già in altre occasioni proposto che offre ai
visitatori un approccio al tema ricco di stimoli e una chiave di lettura
storica e critica volta a riflessioni alternative.
La
mostra intende valorizzare tutti gli aspetti che contribuiscono a
varcare la soglia della speranza trovando nella luce, colore, forme, la
sintesi di valori condivisi. Sicuri che l’artista, nella nostra società,
riveste un rinnovato ruolo civile e critico, perché, sebbene i cancelli
di Auschwitz siano stati abbattuti, troppe ancora sono le
discriminazioni, le guerre e i soprusi ai quali non dobbiamo e non
vogliamo abituarci.
Fornendo nuove visioni, lasciando tracce, memorie, colori, gesti,
emozioni, pensieri, e la speranza sull’uomo perchè tutto ciò non debba
mai più ripetersi.
I DONI DI SHAH ABBAS IL GRANDE ALLA SERENISSIMA

Una Mostra a Palazzo Ducale approfondisce il rapporto tra Venezia e la Persia di Shah Abbas il Grande
E’ aperta fino al 12 gennaio 2014 a
Palazzo Ducale, la mostra
I DONI DI SHAH ABBAS IL GRANDE ALLA SERENISSIMA
che illustra le relazioni diplomatiche con l’invio di delegazioni e
doni reciproci hanno rappresentato una prassi strategica molto diffusa
nei rapporti tra
Venezia e le grandi potenze, soprattutto quelle dell’
Oriente.
La giustificazione del
rapporto diplomatico, il più
delle volte, celava a tutti gli effetti una vera e propria finalità
commerciale, attraverso la quale si riusciva spesso ad evitare eventi
bellici assai più dannosi.
La mostra, inedita ed evocativa, approfondisce in particolare gli
scambi intercorsi in età moderna tra la Repubblica e una delle più
importanti potenze dell’epoca, la
Persia Safavide, al tempo di
Shah Abbas il Grande.
l percorso espositivo si apre con alcune incisioni, provenienti dal
Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
e dalla Biblioteca del Museo Correr, in cui sono illustrati i volti dei
protagonisti dell’epoca,dettagliatamente ritratti da artisti europei.
Un sezione dedicata alla rappresentazione cartografica della
Persia presenta invece mappe e portolani utilizzati dai viaggiatori per orientarsi nel Mediterraneo orientale e in
Medio Oriente,
la cui qualità rivela la straordinaria capacità tecnico-scientifica
deicartografi di tracciare, tra la fine del XVI e l’inizio del XVII
secolo, i profili di territori della cui esistenza ben pochi all’epoca
erano a conoscenza.
A testimonianza delle buone relazioni intercorse tra
Venezia e la
Persia Safavide
vengono poi presentati i documenti del XVII secolo, tra i quali
spiccano i firmani originali col sigillo dello Shah conservati presso l’
Archivio di Stato di Venezia,
nei quali viene costantemente rinnovata la promessa di collaborazione
ed amicizia, suggellata dall’invio di doni diplomatici e dalla richiesta
dettagliata da parte persiana della fornitura di alcuni manufatti
veneziani, sia di grande pregio, sia destinati all’uso quotidiano.
Importante esempio della sontuosità e preziosità di queste regali
sono il tappeto in seta, broccato in oro con motivi floreali a nastro,
conservato al
Museo di San Marco, ed il velluto,
anch’esso di seta broccato in oro con raffigurati La Vergine e il
Bambino, quasi sicuramente prodotto da maestranze specializzate armene
nei laboratori di Nuova Giulfa ad Isfahan, conservato a Palazzo
Mocenigo.
Orari e Biglietti: Ingresso con l’orario e il biglietto unico per i Musei di Piazza San Marco:
fino al 31 ottobre: 8.30 – 19.00(ingresso fino alle 18.00)
dall’1 novembre: 8.30 – 17.30(ingresso fino alle 16.30)
Fonte:
http://www.venezia.net/14/10/2013/palazzo-ducale-i-doni-di-shah-abbas-il-grande-alla-serenissima.html
PISTA DI PATTINAGGIO SU GHIACCIO
La moderna
pista di pattinaggio che tutti gli anni allieta l’inverno veneziano in
Campo San Polo,
nel cuore del centro storico, verrà inaugurata domani 7 dicembre 2013.
Rimarrà attiva tutti i giorni per tutto il periodo invernale fino al
termine del carnevale (21 febbraio 2012). Naturalmente è possibile
noleggiare l’attrezzatura (i pattini) in loco oppure portarsi la
propria.
Il pomeriggio è dedicato ai bambini, la sera tanta musica e spettacoli di
pattinaggio artistico.
Tutto attorno troverete un villaggio di stand nello stile dei mercatini
natalizi con prodotti dell’enogastronomia e all’artigianato tipico.
In occasione dell’apertura, il 7 dicembre 2013, dalle 11 alle 13 la pista sarà gratuita!
ORARI DI APERTURA
Per gli orari consultate il sito ufficiale
QUI
Prezzi:
RESIDENTI nel Comune di Venezia
Ingresso con propria attrezzatura
Fonte:http://www.venezia.net/06/12/2013/pista-di-pattinaggio-su-ghiaccio-san-polo.html
11 GENNAIO 2014
Visite guidate gratuite a Palazzo Grimani

Il
Museo di Palazzo Grimani inaugura il 2014 proponendo un nuovo ciclo di
visite guidate gratuite, a cura del personale del Museo.
A partire dal 3 gennaio 2014 e fino alla fine di marzo, il venerdì alle ore 15.00 e il sabato alle ore 11.00, i visitatori potranno seguire un itinerario guidato a Palazzo Grimani, dimora patrizia del Cinquecento.
Per informazioni ed eventuali prenotazioni: tel. +39 041 2411507).
8 ½ Il viaggio di Fellini. Fotografie di Gideon Bachmann

A vent'anni dalla morte di
Federico Fellini e a cinquanta dall'uscita del suo capolavoro 8½, il
Centro Culturale Candiani dedica al grande maestro una serie di
iniziative a partire dall'esposizione 8½. Il viaggio di Fellini.
Fotografie di Gideon Bachmann, a cura di Cinemazero e in collaborazione
con l'Archivio Fotografico Cinemazero Images di Pordenone.
La selezione - tra le circa 3.000 fotografie che Gideon Bachmann ha
scattato sul set - propone un percorso non convenzionale che
ricostruisce la genesi di un film divenuto subito un classico e invita a
percorrere un viaggio che apre a prospettive meravigliose e meno
conosciute, che completano la conoscenza di un capolavoro come 8 ½. Lo
sguardo esperto di Bachmann - oltre ai corpi e ai luoghi che sono giunti
a noi come 'felliniani' per antonomasia - ha saputo cogliere e
descrivere chiaramente l'atmosfera da caravanserraglio che ha animato il
set, l'andirivieni di visite, il super attivismo del regista demiurgo,
restituendoci un ritratto inusuale di uno dei più significativi maestri
del Cinema.
Sul set di 8 ½ c'erano tre fotografi, Paul Ronald (il fotografo di scena
ufficiale), Tazio Secchiarioli (amico e mascotte di Fellini) e Gideon
Bachmann (che raccoglieva materiale per un libro). Solo le foto di
quest'ultimo sono rimaste, praticamente, inedite fino a una decina di
anni fa, riscoperte e valorizzate dal prezioso archivio Cinemazero
Images.
Oltre alle immagini di Fellini, tra le 100 foto in mostra, numerosi
ritratti di Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Sandra Milo, Anouk
Aimée, alcuni scatti di Sophia Loren in visita sul set e naturalmente le
scene più famose del film.
All'interno della sala espositiva, uno spazio sarà dedicato a
Felliniana, un omaggio al grande maestro con la proiezione di film e
interviste, incontri di approfondimento e, il 13 dicembre alle ore
18.00, l'imperdibile esibizione di Emanuela Battigelli (arpa) e Claudio
Ferrarini (flauto) in Amarcord Rota.
organizzatori
Cinemazero
(Visita sito)
Fonte: http://www.agendavenezia.org/it/evento-29054.htm
Archivi del vedutismo 1 - Pietro Bellotti. Un altro Canaletto
A Ca’ Rezzonico, luogo simbolo
del Settecento veneziano, si prende il via l’iniziativa “Archivi del
vedutismo”, dedicata ai protagonisti meno noti e ad alcuni aspetti
complessi di uno dei generi più amati della pittura del XVIII secolo.
Il primo appuntamento, dal 7 dicembre 2013 al 28 aprile 2014, ha come
protagonista Pietro Bellotti, fratello di Bernardo Bellotto e nipote di
Canaletto, attivo soprattutto in Francia nel corso della seconda metà
del Settecento, cui per la prima volta viene dedicata un’esposizione
monografica.
Per lungo tempo ritenuto un
vedutista marginale, studi più recenti hanno invece conferito a questo
artista un ruolo rilevante e inaspettato all’interno dell’arte veneziana
del ‘700. Del resto basterebbero i legami di parentela
proprio con Bellotto e Canaletto, a giustificare l’interesse nei suoi
confronti.
La mostra, curata da Charles Beddington, Alberto Craievich e Domenico
Crivellari riunisce per la prima volta quarantatre dipinti provenienti
da collezioni private europee e statunitensi, che ricostruiscono il
percorso artistico
di Bellotti, documentando con la maggior ampiezza oggi possibile il suo
vasto repertorio figurativo.
Faranno inoltre parte dell’esposizione, allestita nelle scenografiche
sale al primo piano di Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano, i
pochi dipinti firmati dal pittore e l’eccezionale nucleo di diciassette
tele con vedute delle principali città europee, alcune delle quali
firmate sul retro, il cui percorso collezionistico è documentato dal
XVIII secolo: si tratta dei ‘dipinti pilota’ da cui è iniziata, a
partire dal 1952, la riscoperta dell’artista.
Il pittore, attraverso uno stile autonomo e personale, elabora le
invenzioni di Canaletto ampliando il tradizionale repertorio veneziano
con numerose vedute delle più importanti città d’Europa - oltre ad
alcuni capricci
architettonici - e rivelando, attraverso le opere oggi a lui attribuite,
una personalità più complessa di quanto si potesse sospettare in
passato.
Una più completa e articolata messa a fuoco della sua produzione – che
emerge attraverso questa mostra - consente oggi di valutarne le
individualità e l’originale vena artistica, conferendogli un ruolo di
petit maître accanto a figure già note come Antonio Joli, Michele
Marieschi o Francesco Tironi.
Alla mostra è abbinato un catalogo edito da Scripta (Verona, 2013), con
interventi di Charles Beddington, Alberto Craievich, Domenico Crivellari
e Carlo Montanaro.
Pietro Bellotti è l’ultimo
nome di una dinastia famigliare già di per sé affascinante e
‘complicata’ dove tutti sono pittori, per di più specializzati in
vedute.
Negli anni della giovinezza di Pietro lavorano a Venezia, oltre al
fratello, anche lo zio e il decano Bernardo Canal, attivo in città fino
alla morte, avvenuta nel 1744. Considerato questo contesto è inevitabile
che egli si dedichi da subito alla pittura.
Sono poche, sebbene di grande interesse, le notizie della sua biografia.
Attraverso la Memoria
Il Museo Ebraico di Venezia in
occasione delle attività commemorative per il Giorno della Memoria 2014
presenta al pubblico l’esposizione artistica “Attraverso la memoria” di
Angelo Zennaro.
Arte e Shoah: un binomio già in altre occasioni proposto che offre ai
visitatori un approccio al tema ricco di stimoli e una chiave di lettura
storica e critica volta a riflessioni alternative.
La
mostra intende valorizzare tutti gli aspetti che contribuiscono a
varcare la soglia della speranza trovando nella luce, colore, forme, la
sintesi di valori condivisi. Sicuri che l’artista, nella nostra società,
riveste un rinnovato ruolo civile e critico, perché, sebbene i cancelli
di Auschwitz siano stati abbattuti, troppe ancora sono le
discriminazioni, le guerre e i soprusi ai quali non dobbiamo e non
vogliamo abituarci.
Fornendo nuove visioni, lasciando tracce, memorie, colori, gesti,
emozioni, pensieri, e la speranza sull’uomo perchè tutto ciò non debba
mai più ripetersi.
I DONI DI SHAH ABBAS IL GRANDE ALLA SERENISSIMA

Una Mostra a Palazzo Ducale approfondisce il rapporto tra Venezia e la Persia di Shah Abbas il Grande
E’ aperta fino al 12 gennaio 2014 a
Palazzo Ducale, la mostra
I DONI DI SHAH ABBAS IL GRANDE ALLA SERENISSIMA
che illustra le relazioni diplomatiche con l’invio di delegazioni e
doni reciproci hanno rappresentato una prassi strategica molto diffusa
nei rapporti tra
Venezia e le grandi potenze, soprattutto quelle dell’
Oriente.
La giustificazione del
rapporto diplomatico, il più
delle volte, celava a tutti gli effetti una vera e propria finalità
commerciale, attraverso la quale si riusciva spesso ad evitare eventi
bellici assai più dannosi.
La mostra, inedita ed evocativa, approfondisce in particolare gli
scambi intercorsi in età moderna tra la Repubblica e una delle più
importanti potenze dell’epoca, la
Persia Safavide, al tempo di
Shah Abbas il Grande.
l percorso espositivo si apre con alcune incisioni, provenienti dal
Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
e dalla Biblioteca del Museo Correr, in cui sono illustrati i volti dei
protagonisti dell’epoca,dettagliatamente ritratti da artisti europei.
Un sezione dedicata alla rappresentazione cartografica della
Persia presenta invece mappe e portolani utilizzati dai viaggiatori per orientarsi nel Mediterraneo orientale e in
Medio Oriente,
la cui qualità rivela la straordinaria capacità tecnico-scientifica
deicartografi di tracciare, tra la fine del XVI e l’inizio del XVII
secolo, i profili di territori della cui esistenza ben pochi all’epoca
erano a conoscenza.
A testimonianza delle buone relazioni intercorse tra
Venezia e la
Persia Safavide
vengono poi presentati i documenti del XVII secolo, tra i quali
spiccano i firmani originali col sigillo dello Shah conservati presso l’
Archivio di Stato di Venezia,
nei quali viene costantemente rinnovata la promessa di collaborazione
ed amicizia, suggellata dall’invio di doni diplomatici e dalla richiesta
dettagliata da parte persiana della fornitura di alcuni manufatti
veneziani, sia di grande pregio, sia destinati all’uso quotidiano.
Importante esempio della sontuosità e preziosità di queste regali
sono il tappeto in seta, broccato in oro con motivi floreali a nastro,
conservato al
Museo di San Marco, ed il velluto,
anch’esso di seta broccato in oro con raffigurati La Vergine e il
Bambino, quasi sicuramente prodotto da maestranze specializzate armene
nei laboratori di Nuova Giulfa ad Isfahan, conservato a Palazzo
Mocenigo.
Orari e Biglietti: Ingresso con l’orario e il biglietto unico per i Musei di Piazza San Marco:
fino al 31 ottobre: 8.30 – 19.00(ingresso fino alle 18.00)
dall’1 novembre: 8.30 – 17.30(ingresso fino alle 16.30)
Fonte:
http://www.venezia.net/14/10/2013/palazzo-ducale-i-doni-di-shah-abbas-il-grande-alla-serenissima.html
PISTA DI PATTINAGGIO SU GHIACCIO
La moderna
pista di pattinaggio che tutti gli anni allieta l’inverno veneziano in
Campo San Polo,
nel cuore del centro storico, verrà inaugurata domani 7 dicembre 2013.
Rimarrà attiva tutti i giorni per tutto il periodo invernale fino al
termine del carnevale (21 febbraio 2012). Naturalmente è possibile
noleggiare l’attrezzatura (i pattini) in loco oppure portarsi la
propria.
Il pomeriggio è dedicato ai bambini, la sera tanta musica e spettacoli di
pattinaggio artistico.
Tutto attorno troverete un villaggio di stand nello stile dei mercatini
natalizi con prodotti dell’enogastronomia e all’artigianato tipico.
In occasione dell’apertura, il 7 dicembre 2013, dalle 11 alle 13 la pista sarà gratuita!
ORARI DI APERTURA
Per gli orari consultate il sito ufficiale
QUI
Prezzi:
RESIDENTI nel Comune di Venezia
Ingresso con propria attrezzatura
Fonte:http://www.venezia.net/06/12/2013/pista-di-pattinaggio-su-ghiaccio-san-polo.html